Recupero Borghi e Centri Urbani, è arrivato il bando.

Piccoli Comuni con residenti fino a 5.000 abitanti, nonché i Comuni istituiti con la fusione tra centri che hanno, ognuno, popolazione fino a 5.000 abitanti ma non solo.




Per poter beneficiare dei finanziamenti non basta il numero di abitanti, devono essere comuni collocati in aree interessate da: – dissesto idrogeologico; – decremento della popolazione residente; – disagio insediativo; – inadeguatezza dei servizi sociali essenziali.


Oggi però il piano si puó estendere ad altre tipologia di Comuni.

Tipologia di interventi ammissibili Recupero e la riqualificazione dei centri storici All’interno dei centri storici, i Comuni possono individuare zone di particolare pregio, dal punto di vista della tutela dei beni architettonici e culturali, da riqualificare mediante interventi integrati pubblici e privati finalizzati alla riqualificazione urbana, nel rispetto delle tipologie e delle strutture originarie. Si tratta di interventi di:

  • risanamento;

  • conservazione e recupero del patrimonio edilizio da parte di soggetti privati;

  • realizzazione di opere pubbliche o di interesse pubblico;

  • manutenzione straordinaria e riuso del patrimonio edilizio inutilizzato;

  • consolidamento statico e antisismico degli edifici storici;

  • miglioramento dei servizi

Banda ultralarga Le aree dei piccoli Comuni per le quali non vi è interesse da parte degli operatori a realizzare reti di connessione veloce e ultraveloce possono essere destinatarie delle risorse previste in attuazione del piano per la banda ultralarga del 2015. Stampa quotidiana Previste misure per garantire la vendita dei quotidiani anche nei piccoli Comuni. Prodotti a chilometro zero La legge prevede la promozione del consumo e della commercializzazione di prodotti agroalimentari provenienti da filiera corta o a chilometro utile. Parliamo di prodotti il cui luogo di produzione, di coltivazione o di allevamento della materia prima sia situato entro 70 chilometri da quello di vendita e per i quali è dimostrato un limitato apporto delle emissioni inquinanti derivanti dal trasporto. Inoltre, si prevede anche che i piccoli Comuni destinino specifiche aree per la realizzazione dei mercati agricoli per la vendita diretta.

Trasporti e istruzione nelle aree rurali e montane

La legge dispone la predisposizione di un Piano per l’istruzione destinato alle aree rurali e montane, con particolare riguardo a:

  • collegamento delle scuole poste in tali aree;

  • coordinamento tra i servizi, pubblici e privati;

  • collegamento dei Comuni montani con i Comuni capoluogo di provincia e regione;

  • informatizzazione e alla progressiva digitalizzazione delle attività didattiche e amministrative.


Servizi È prevista la facoltà di istituire, anche in forma associata, centri multifunzionali per fornire servizi anche in materia ambientale, sociale, energetica, scolastica e postale.


Questo per quanto concerne la legge salva Borghi N. 157/2017 cosi come attuata dal DPCM del 23 luglio 2021 con l’elenco dei 5.518 piccoli Comuni sotto i 5 mila abitanti che potranno beneficiare delle risorse concesse dalla cosiddetta legge “Realacci” per opere di riqualificazione e recupero dei centri storici nonché per la valorizzazione dei medesimi comuni (L. 6 ottobre 2017, n. 158).


Ma non solo infatti nell’ambito degli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, l’Investimento 2.1 Attrattività dei Borghi prevede un finanziamento complessivo pari a 1.020 milioni di euro.

L’Investimento è suddiviso in due linee d’intervento:


la Linea A dedicata a Progetti pilota per la rigenerazione culturale, sociale ed economica dei Borghi a rischio abbandono e abbandonati

e la Linea B dedicata a Progetti locali per la Rigenerazione Culturale e Sociale


La domanda potrà essere presentata a partire dal giorno 20 dicembre 2021 entro massimo le ore 13:59 del giorno 15 marzo 2022 Sul sito del Ministero.


Il piano vale sia per gli investimenti su beni Immobili che per beni Mobili inoltre

al contributo concesso sulla base dell’Avviso pubblicato è possibile aggiungere altri finanziamenti pubblici, comunitari, nazionali o regionali, a condizione che tale contributo non copra lo stesso costo, nel rispetto dei vincoli previsti dall’art. 9 del Regolamento (UE) 2021/241.