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  • Aldo Lucarelli

Famiglia: E' vietato fare “abusivo affidamento sui genitori”

Aggiornato il: 17 dic 2020

Questo in sintesi il pensiero alla base dell'ordinanza di Cassazione dello scorso Agosto, con cui è stata confermata la riduzione e poi la soppressione di un assegno di mantenimento.


Cosa accade se viene ridotto l'assegno di mantenimento per il figlio maggiorenne che non cerca lavoro?


A questa domanda, sempre più frequente nella vita quotidiana ha dato risposta la Cassazione.


E' infatti sempre più frequente il caso di ragazzi – spesso meno giovani ma pur sempre figli – che rimangono aggrappati al ex nucleo familiare poiché non trovano, oppure non si accontentano dei lavori che il mercato offre in questo periodo di pandemia, ed in generale di crisi economica.


La Cassazione nella ordinanza dello scorso 20 Agosto 2020 ha puntualizzato, in particolare, che, una volta ultimato il prescelto percorso formativo, ad esempio scuola secondaria, o facoltà universitaria, oppure, una volta terminato un corso di formazione professionale, il maggiorenne debba adoperarsi per rendersi autonomo economicamente.


Sussiste quindi un vero e proprio “dovere” di rendersi autonomo nei confronti dei genitori, un dovere a cui seppure non è ricollegata una specifica sanzione, sono comunque correlate delle “conseguenze”.



Precisa il massimo Tribunale che a tal fine, il figlio è tenuto ad impegnarsi razionalmente e attivamente per trovare un’occupazione, tenendo conto delle opportunità reali offerte dal mercato del lavoro, se del caso ridimensionando le proprie aspirazioni.


E' quindi necessario da una parte mettersi nella condizione di cercare un lavoro, viene in mente quindi la necessità di una spinta verso il mercato del lavoro, cercando di non cadere nel binomio non trovo quindi non cerco e dall'altro lato, con una necessaria propensione ad un ridimensionando delle proprie aspettative o aspirazioni.


Viene infatti sempre più spesso alla luce la problematica di quelle persone nel limbo tra il cercare UN lavoro, e cercare IL lavoro, quello per il quale il soggetto avrebbe sudato studiando, oppure che avrebbe sempre sognato. E bene, in un contesto quotidiano come quello che stiamo vivendo, aspirare al proprio lavoro ideale è a volte un diritto, ma anche un lusso non sempre affrontabile, ecco perché la Cassazione parla di dover agire “tenendo conto delle opportunità reali offerte dal mercato”, opportunità quindi non teoriche, o astratte, ma per l'appunto tangibili e reali!


Corollario e conseguenza di una affermazione così forte è quella di mettere in conto la necessità di ridimensionare le proprie aspirazioni, magari solo temporaneamente.

Si arriva quindi anche in sede di diritto di famiglia ad un nuovo slancio del principio, quello di autoresponsabilità, infatti, tale principio dovrà scandiresecondo la Cassazione – i doveri del figlio una volta che ha raggiunto la maggiore età.


Alla luce di quanto ricostruito, e quindi alla luce del principio di autoresponsabilità che permea l’ordinamento giuridico e scandisce i doveri del soggetto maggiore d’età, il Figlio maggiorenne non può ostinarsi e indugiare nell’attesa di reperire il lavoro reputato consono alle sue aspettative, e ciò in quanto non gli è consentito di fare abusivo affidamento sul supposto obbligo dei suoi genitori di adattarsi a svolgere qualsiasi attività pur di sostentarlo ad oltranza nella realizzazione (talvolta velleitaria) di desideri ed ambizioni personali.


E' solo il caso di evidenziare che la Cassazione aveva già sottolineato in passato come il progetto formativo del figlio debba essere compatibile con le condizioni economiche dei genitori. (Cass. Civ. 18076 del 20 agosto 2014).


Ecco quindi che nasce un concetto che potremmo definire di “abusivo affidamento dell'obbligo di mantenimento gravante sui genitori” i quali non potranno essere obbligati ad un mantenimento sine die oppure ad oltranza, per la realizzazione a volte velleitaria di desideri ed ambizioni dei figli.. in modo da escludere - per usare le parole della Cassazione 4108/1993) che l'obbligo assistenziale possa essere protratto oltre ragionevoli limiti oltre i quali finirebbe con il risolversi in forme di vero e proprio parassitismo di ex giovani ai danni dei loro genitori sempre più anziani.


Una pronuncia che quindi si focalizza più sugli obblighi e le responsabilità dei figli maggiorenni, che su quelli dei genitori...e che sicuramente farà riflettere.



avv. Aldo Lucarelli


Avvocato genitori e figli
Avvocato Diritto di Famiglia Avezzano



Cassazione Civile 20 Agosto 2020 diritto
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