Concorso Farmacie e gli interpelli a singhiozzo tra le diverse Regioni, il caso Abruzzo.




Abruzzo nuovo interpello, sono rimaste 43 sedi da assegnare dopo il 2° interpello dell'aprile 2021.


Ad oggi l'Abruzzo rimane ancora un po' attardato rispetto alle Regioni come la Toscana o l'Emilia Romagna ove il processo di apertura delle sedi è quasi completato.


Ricordiamo infatti che la validità delle graduatorie regionali per il concorso straordinario indetto nel 2012 dal governo Monti si è allunga da due a sei anni, calcolati non più dalla data di pubblicazione sul Bur ma da quella del primo interpello, e che quindi nel caso dell'Abruzzo dovrebbe arrivare alla soglia della fine dell'anno 2023 mentre per la Toscana siamo agli sgoccioli con la fine del 2021.


La giunta regionale Abruzzo ha sbloccato il concorso per le nuove sedi di farmacie sul territorio abruzzese, sono ancora 43 le sedi disponibili, un numero rilevante in rapporto alla popolazione ed alle sedi già esistenti.


Tra le sedi non accettate nel 2 interpello e quelle che nel frattempo si sono rese vacanti rimangono 20 sedi in provincia dell’Aquila, 12 in provincia di Chieti, 7 in provincia di Pescara e 4 in provincia di Teramo


E' infatti il caso di ricordare che la riforma Monti del 2012 ha permesso l'istituzione di nuova farmacia con un numero inferiore di abitanti per città. Si è passati da oltre 5000 abitanti per sede a 3.300 abitanti necessari per l'istituzione di una nuova sede di farmacia nel territorio comunale.


Il Comune è l'ente chiamato a verificare periodicamente - ogni due anni - la sussistenza del rapporto abitanti/farmacie nel territorio, al fine di garantire il miglior servizio possibile per il cittadino.


Da parte sua il cittadino, o il farmacista, può anche chiedere la revisione delle pianta organica per il proprio comune, una sorta di verifica prevista dalla legge, ma attenzione, il Comune mantiene sempre una propria discrezionalità sulla necessità o meno di avviare una verifica. Di questo tema ce ne siamo occupato in un precedente articolo. Clicca qui.



Sono quindi 21 le sedi previste nel 2012 già assegnate sulle 85 individuate in Abruzzo, ne rimangono ben 64, alcune delle quali risultano anche gestiste in via provvisoria, e necessitano quindi di una indennità per il farmacista uscente. Tema delicato da valutare caso per caso vista l'esosità dell'operazione di buona uscita prevista dalla legge. Sul tema dell'indennità al farmacista uscente leggi l'approfondimento, clicca qui.


Le sedi disponibili in Abruzzo sono 22 per la provincia dell'Aquila, 18 nella provincia di Chieti, 16 in provincia di Pescara, e 8 nella provincia di Teramo.


E così mentre il Abruzzo si è in attesa del nuovo interpello, ci sono Regioni come la Toscana e l'Emilia Romagna dove l'iter è praticamente concluso, non per le sedi da assegnare ma per la scadenza delle graduatorie, la cui validità è stata fissata in 6 anni.


C' è poi lo scoglio decadenze, per quelle farmacie non aperte nei 180 giorni o che non abbiano chiesto/ottenuto la proroga. Già lo scorso luglio 2020 la Regione Abruzzo ha approvato il provvedimento di decadenza per quelle farmacie assegnate ma non aperte nel termine di legge previsto in 6 mesi, termine prorogabile per giustificate motivazioni che la Regione valuta caso per caso. La decadenza per mancata apertura comporta infatti che la sede già assegnata torni disponibile per l'interpello successivo.


Con questo nuovo interpello la Regione Abruzzo punta a migliorare il servizio delle farmacie su tutto il territorio, nonché in quelle frazioni montane e rurali, ove la reperibilità dei farmaci è ancora difficoltosa.


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