Concorso Farmacie, nuove aperture, vecchie questioni.


La Regione #Abruzzo é in procinto di lanciare la selezione per il terzo #interpello, cosi da concludere l'iter nel 2022, o forse 2023 a meno di ulteriori ricorsi amministrativi.


La Regione #Lazio annulla il 6° interpello, ma attenzione ai 6 anni di validità, termine differente per ciascuna regione, in quanto valido dal primo interpello di ciascuna di esse.

La Regione Lazio si era attivata per il 6° interpello nel mese di febbraio 2021, così da cercare di completare le assegnazioni più difficili rimaste senza vincitori a causa di decadenze o rinunce delle originarie 285 sedi disponibili.


Cammino arduo visto che la selezione telematica è stata annullata subito dopo, in data 6 marzo '21 al fine di procedere all’aggiornamento dell’elenco delle sedi farmaceutiche disponibili per l’assegnazione, considerato che le sedi sub iudice dovevano, necessariamente, essere espunte dall’elenco di quelle disponibili per l’assegnazione.


La Regione Abruzzo a Gennaio 2021, ha avviato il 2° interpello per l'assegnazione delle oltre 64 sedi ancora disponibili dopo il lungo travaglio del 1° interpello che ha visto l'apertura si solo 21 delle 85 sedi disponibili.


Nel frattempo la Regione Campania con determina del 14 Gennaio 2022 ha approvato la graduatoria definitiva riconoscendo spazi anche ai concorrenti con punteggi calcolati secondo l'equipollenza dei titoli di studio sancita di recente dal Consiglio di Stato.


Il lungo cammino del concorso farmacie bandito nell'anno 2012, (DL 24.01.2012) continua inesorabile tra mille difficoltà interpretative prima, ed operative poi, soprattutto per quelle associazioni di giovani – oggi un po' meno giovani – candidati dottori farmacisti che poche speranze di aggiudicazione riponevano nell'esito delle graduatorie vecchia ormai di 9 anni e che invece oggi risultano assegnatari vincitori.




Oggi la durata delle graduatorie è fissato in 6 anni per ciascuna regione, a decorrere dal primo interpello emanato dalle stesse. Infatti la legge n. 19/2017 ha stabilito che la validità della graduatoria sia di 6 anni dal primo interpello, cosicchè ad esempio in #Toscana la validità è terminata - almeno teoricamente - a settembre 2021 stante il primo interpello pubblicato nel lontano 2015.

Vero poi che il Covid e la normativa specifica - 103 del D.L. n. 18 /2020 e all’art. 37 del D.L. 23/2020 - ha allungato i termini, e quindi il conteggio della durata è rimesso al prudente apprezzamento di ciascun partecipante per Regione.


Vero poi che alcuni piccoli Comuni, a volte anche difficilmente raggiungibili, hanno richiesto una sede nel lontano 2012 ma che la stessa sede non venga scelta per l'effettiva impossibilità di funzionamento, nel senso atecnico del termine, ovvero il bacino di utenza risulti troppo esiguo per far fronte alle spese di apertura ed esercizio di una farmacia. Un problema questo che unitamente a quello della carenza dei locali idonei, si sta rilevando “letale” per le sedi di farmacie in piccoli Comuni, o per aree eccessivamente decentrate, o zone urbane prive di bacino di utenza in quanto di solo transito.


Rimane infatti il nodo della “mappa” delle nuove farmacie, i Comuni spesso hanno richiesto l'apertura sulla base del solo calcolo demografico matematico semplice senza “mappare” il bacino di utenza effettivo in relazione alla topografie del territorio.


E' il caso di quei #Comuni suddivisi su una vasta area geografica scarsamente popolata, o popolata solo in alcuni periodi dell'anno, si pensi ai comuni di montagna o alle zone di mare, anche ai Comuni suddivisi in zone basse e zone alte.


E' bene, in tali territori è sorto il problema dell'ubicazione in relazione alla possibilità di sopravvivenza della neo istituita sede, problema da ricondurre sia alla pianta organica perlomeno sotto il profilo “organizzativo”, che al nodo tecnico ma anche politico per il territorio di riferimento. Una questione articolata che impone un tavolo di confronto tra amministrazioni, farmacie esistenti e neo istituite o da istituire.


Senza dimenticare che l'Italia è affetta da un evidente calo demografico, (come riportato dagli organi di stampa Il Fatto Quotidiano del 13.07.20) a volte così marcato da aver intaccato le soglie di apertura delle sedi; Ci si riferisce a quei piccoli Comuni ove la 2a sede è scattata con il nuovo conteggio di 4950 abitanti e che oggi si ritrovano meno abitanti di quelli sufficienti per l'apertura delle sede ancora da assegnare. Un tema delicato che sembra aver trovato comunque una risposta confortante e positiva da parte del Consiglio di Stato.