
Farmaci e Ritardi nei pagamenti ASL e ASP: la crisi di liquidità a fine anno per imprese e farmacie
Il ritardo nei pagamenti da parte delle Asl/Asp é un problema che colpisce le tasche delle aziende #farmacie tutto l’anno ma che nel periodo di fine anno rischia di complicare la gestione e sopratutto di mangiare non il fatturato bensì il margine di utile.
Farmacie con esperienze pluriennali ben conosco il problema, farmacie neo aperte derivati ad esempio dai recenti concorsi “pagano” il peso maggiore poiché non hanno una storicità per comprendere ancora la giusta rotazione del magazzino e la gestione delle risorse annuali alla luce dei ritardi nei pagamenti e sopratutto del costo 🫰 dovuto da esosi ancitipi bancari.
Da questa riflessione quindi nasce il presente post.
crediti commerciali esistenti ma liquidità insufficiente per adempiere a obblighi certi.
Nelle farmacie la forbice di fine anno: il problema non è il fatturato, ma il tempo
Il secondo acconto delle imposte dirette e dell’IRAP cade ordinariamente a fine novembre, salvo differimenti o regimi particolari. A dicembre si concentrano tredicesime, saldo IMU per i soggetti obbligati e ulteriori adempimenti periodici, tra cui l’acconto IVA per chi vi è tenuto. Le precise scadenze vanno verificate ogni anno rispetto al calendario fiscale, ai fine settimana e alle proroghe.
Gli incassi da contratti pubblici, invece, possono dipendere da verifiche della prestazione, contestazioni, iter amministrativi e disponibilità di tesoreria. Il risultato è uno squilibrio nel capitale circolante netto: l’impresa finanzia il servizio già eseguito, ma deve pagare personale, imposte e fornitori prima di incassare.
Farmaci 💊 e D.Lgs. 231/2002: quando la sanità pubblica deve pagare
Il D.Lgs. 231/2002, come modificato dal D.Lgs. 192/2012, disciplina i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali. La regola per le pubbliche amministrazioni è generalmente di 30 giorni; per gli enti pubblici che forniscono assistenza sanitaria il termine può arrivare a 60 giorni. La decorrenza concreta segue i criteri dell’articolo 4 e va verificata per ogni rapporto, senza presumere che qualunque procedura di verifica consenta rinvii illimitati.

Alla scadenza maturano, ricorrendone i presupposti, interessi moratori senza necessità di costituzione in mora: il tasso legale di mora è quello di riferimento previsto dalla disciplina, maggiorato di otto punti percentuali. L’articolo 6 contempla inoltre l’importo forfettario di 40 euro per costi di recupero, fermo il maggior danno documentabile. Le clausole gravemente inique possono essere dichiarate nulle ai sensi dell’articolo 7.
La Corte di giustizia dell’Unione europea, nella sentenza 28 gennaio 2020, causa C-122/18, ha chiarito che per gli Stati il rispetto effettivo dei termini di pagamento della PA è un obbligo di risultato. La mera previsione di interessi non giustifica ritardi sistematici.
Farmacie convenzionate e fornitori delle ASL: attenzione alla natura del credito
Per le farmacie convenzionate occorre una distinzione decisiva: i corrispettivi per forniture commerciali all’ente pubblico non coincidono necessariamente con i flussi di rimborso delle ricette del Servizio sanitario nazionale. Questi ultimi sono regolati anche dalla disciplina convenzionale e regionale applicabile. Prima di richiedere interessi ex D.Lgs. 231/2002 o cedere il credito, bisogna qualificare il titolo, la documentazione contabile e l’effettiva esigibilità.
Per una farmacia, un grossista farmaceutico o un’azienda che rifornisce presidi sanitari, ciò incide sulle verifiche preliminari, sulle azioni di recupero e sul prezzo che un finanziatore attribuisce al credito.
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Farmacie Quattro strumenti per proteggere la liquidità
1. Factoring e cessione pro soluto. La cessione può anticipare risorse senza ricorrere al consueto scoperto di conto. Tuttavia il trasferimento del rischio, le garanzie residue, le eccezioni opponibili dal debitore e le condizioni per eliminare il credito dal bilancio richiedono un esame del contratto e dei principi contabili applicabili: la dicitura «pro soluto» non produce automaticamente tutti questi effetti.
2. Certificazione del credito. Quando ricorrono i requisiti, la Piattaforma dei crediti commerciali consente di chiedere la certificazione di crediti certi, liquidi ed esigibili verso la PA. Una certificazione può agevolare la cessione e, nei limiti di legge, la compensazione con specifici carichi affidati alla riscossione: non equivale a una compensazione generale e libera di qualunque imposta corrente.
3. Finanza di filiera. Accordi di supply chain finance, dilazioni negoziate con fornitori e strumenti di anticipo possono distribuire il fabbisogno finanziario, purché costi e rischi siano confrontati con le altre opzioni.
4. Recupero di interessi e costi di mora. Per le fatture commerciali pagate oltre termine è opportuno ricostruire analiticamente capitale, scadenza, versamenti, interessi e spese. I crediti accessori possono essere richiesti giudizialmente o, se negoziabili, ceduti, valutando prescrizione, prova documentale e convenienza economica.
farmaci 💊 e la gestione preventiva
La strategia più prudente consiste nel predisporre già in autunno un prospetto di tesoreria a 13 settimane, classificare i crediti per anzianità e titolo, rilevare scadenze fiscali e del personale, contestazioni delle ASL e costi delle forme alternative di finanziamento. Per il settore farmacia è utile tenere separati crediti da forniture, rimborsi SSN e rapporti con grossisti.
Farmacia con crediti e poca cassa di quale conclusione ?
Il diritto al pagamento deve diventare liquidità programmabile
La crisi di fine anno delle imprese che lavorano con la sanità pubblica non è sempre una crisi di redditività: spesso nasce dalla distanza tra la puntualità richiesta dallo Stato ai contribuenti e la lentezza dei pagamenti dei suoi enti. La tutela non si esaurisce nel sollecito: passa dalla corretta qualificazione del credito, dalla verifica dei termini legali, dall’eventuale richiesta degli interessi e dalla scelta di strumenti di monetizzazione proporzionati al rischio.
Per farmacie e fornitori sanitari, il primo intervento utile è quindi una ricognizione giuridica e finanziaria dei crediti verso ASL e ASP, prima che il picco di novembre e dicembre trasformi un ritardo di incasso in un problema di continuità aziendale.
Avv Aldo Lucarelli
Studio legale Angelini Lucarelli
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