Farmacia, Famiglia ed impresa, se l'impresa Familiare si trasforma in SRL, che succede?

La #famiglia è il nucleo essenziale della vita, ma spesso è un concentrato di affari, problematiche e vicende societarie da organizzare.


Vediamo il caso dell'#impresa familiare che, una volta avviata dal padre/madre imprenditore, necessita di essere riorganizzata, e quindi trasformarsi in Società per l'ingresso di nuovi soci, per organizzare la vita #familiare dei figli cresciuti o per vendere le proprie quote al mercato in caso in cui i parenti non siano tutti concordi.


Cosa fare quindi dell'impresa familiare?

Se non hai tempo di leggere, vai alle conclusioni


E' possibile quindi che un'impresa familiare diventi una Società, ma prima è necessario affrontare vicende collegate come il mutamento del regime familiare dei coniugi, e la successiva creazione di una #SRL ove conferire il denaro e/o l'azienda.


Ci è stato chiesto se una impresa familiare, avviata da un imprenditore sposato ed in regime di comunione dei beni possa essere #trasformata in una #Società commerciale, previa #liquidazione/scioglimento dell'impresa individuale e se tale operazione possa configurare un abuso del diritto ai fini fiscali.


Stiamo parlando della necessità per attività come la farmacia, l'officina meccanica, l'impresa alimentare o agricola, e simili, che già avviate da un singolo imprenditore si trovino per diversi motivi a voler trasformare l'attività familiare in Società a Responsabilità Limitata, previo mutamento del regime familiare.


Le motivazioni possono essere le piu' varie, dalla riduzione del rischio di impresa, ai rapporti con i fornitori, alla apertura a nuovi soci, (è il caso oggi ammesso per le farmacie ai sensi della legge 124/2017) o ancora per facilitare il trapasso generazionale, in caso in cui il titolare sia avanti con l'età.

Ed è quindi il caso è assai frequente di tutte quelle imprese familiari che vengono sciolte e poi trasformate in Srl per motivi imprenditoriali o gestionali.


Gestionali: magari con la previsione di un #amministratore esterno o addirittura di una consiglio di amministrazione se le scelte gestionali siano particolarmente complesse.

Esiste però l'ulteriore scoglio del regime della famiglia sottostante, ove ad esempio i coniugi siano in comunione legale tra loro e quindi prima di liquidare l'impresa sarà anche necessario procedere ad un mutamento del regime della famiglia, da comunione legale a separazione dei beni.


Il mutamento del regime patrimoniale della famiglia sarà necessario ad esempio, per poi rendere neutra l'operazione di conferimento della somma risultante dallo scioglimento della impresa familiare nella neo costituita società, o per evitare che questioni di comunione legale inficino i rapporti societari da costituire.


Tale operazione, da impresa familiare ad SRL è legittima, ha vantaggi, oppure costituisce un abuso del diritto?

Per rispondere a questa domanda facciamo un passo indietro. L'impresa familiare è in realtà una attività imprenditoriale individuale svolta per il 51% in proprio dal titolare e per la restante parte divisa con i propri familiari. (art. 230 bis codice civile)

I familiari quindi non saranno né soci, né dipendenti, bensì associati, e come tali percepiranno una quota di utili, non diventando per ciò stesso imprenditori. (art. 5 co. 4 TUIR)

La Famiglia come impresa, l'impresa come la famiglia, fenomeni da gestire.



Nel caso in cui detta impresa venga anche svolta con il coniuge, ma in regime di comunione legale, si pone l'ulteriore problema di dover mutare anche il regime della famiglia, da comunione legale a separazione, e quindi all'uso delle somme cadute in separazione legale per il successivo conferimento nella neo nata SRL.

Scopo infatti del nostro imprenditore era quello di trasformare la propria posizione in una società a responsabilità limitata.

E quindi veniamo alla risposta.


Sarà possibile per il l'imprenditore sciogliere l'impresa familiare, e mutare il regime familiare da comunione a separazione, tramite una liquidazione della quota familiare, liquidazione che non costituirà costo deducibile bensì liquidazione di una parte dell'utile in favore del coniuge associato.


La somma residua della liquidazione potrà quindi essere conferita nella neo nata SRL per la quale, secondo l'agenzia delle entrate, costituirà operazione neutra in quanto le somme conferite sono state precedentemente tassate nella impresa individuale sciolta.


Tralasciando gli aspetti fiscali, che esulano dal presente articolo, quello che possiamo affermare è che non si tratterà di una attività in