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Studio Legale Angelini Lucarelli
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Retrodonazione padre-figlio di quote di SNC titolare di farmacia: opportunità, limiti e rischi

Retrodonazione di quote di farmacia: opportunità, rischi e alternative operative


In una SNC familiare titolare di farmacia, la retrodonazione della quota dal figlio al padre può essere presa in considerazione quando un passaggio generazionale non ha prodotto i risultati attesi, quando il figlio vuole uscire dalla società oppure quando il conflitto tra i soci compromette la gestione dell’impresa.


L’operazione può offrire vantaggi concreti, ma deve essere valutata rispetto alle alternative disponibili e alla situazione patrimoniale effettiva della società.


Quando può essere utile

La retrodonazione può favorire la ricomposizione del controllo familiare.

Se il figlio non intende più partecipare alla gestione e non richiede un corrispettivo, il trasferimento gratuito può evitare una cessione onerosa o una liquidazione della quota difficilmente sostenibile dalla società.


Può inoltre rientrare in un accordo più ampio diretto a chiudere un conflitto. In tale ipotesi, tuttavia, il solo trasferimento della partecipazione è insufficiente.


L’accordo dovrebbe disciplinare almeno:


  • i finanziamenti effettuati dai soci;

  • i prelievi e gli utili non distribuiti;

  • le garanzie personali rilasciate alle banche;

  • le obbligazioni fiscali e previdenziali;

  • le eventuali contestazioni sulla gestione;

  • le rinunce e le manleve reciproche.


Occorre anche verificare che la retrodonazione sia realmente gratuita. Se il figlio riceve denaro, beni, accolli di debiti o altri vantaggi economici in cambio della quota, l’operazione potrebbe non essere qualificabile come donazione e dovrebbe essere strutturata come cessione onerosa o transazione.



I principali rischi


Il primo rischio riguarda i debiti della farmacia. La responsabilità illimitata propria della SNC rende indispensabile una due diligence aggiornata su esposizioni bancarie, fornitori, personale, imposte, contributi, contenziosi e garanzie.


Il secondo rischio è successorio. La donazione originaria dal padre al figlio resta un evento giuridicamente rilevante, anche dopo la successiva liberalità in senso inverso. In presenza di altri figli, del coniuge o di altri legittimari, entrambe le operazioni devono essere considerate nella futura ricostruzione del patrimonio familiare.


Possono assumere rilievo la collazione, l’imputazione delle liberalità e l’azione di riduzione.


La valutazione diventa particolarmente delicata quando il valore della farmacia o del suo avviamento è sensibilmente cambiato tra la prima e la seconda donazione.

Il terzo rischio riguarda i creditori. Una donazione compiuta con l’intento di sottrarre la quota alla garanzia patrimoniale può essere esposta ad azione revocatoria. Nei casi più gravi, la presenza di simulazioni, pagamenti occulti o finalità fraudolente può generare ulteriori responsabilità.


Il trattamento fiscale


Per le donazioni tra genitori e figli si applica ordinariamente l’aliquota del 4% sul valore netto eccedente la franchigia di un milione di euro per ciascun beneficiario.


La franchigia, però, non deve essere considerata automaticamente integra: occorre verificare le precedenti donazioni intervenute tra le stesse parti e il relativo trattamento tributario.

Deve inoltre essere valutata l’eventuale esenzione prevista dall’art. 3, comma 4-ter, del Testo unico sulle successioni e donazioni per alcuni trasferimenti gratuiti di aziende o partecipazioni a favore dei discendenti o del coniuge. La sua applicazione alle partecipazioni in società di persone richiede condizioni specifiche, tra cui la prosecuzione dell’attività per il periodo stabilito dalla legge.


Non è quindi prudente affermare in astratto che la retrodonazione sia fiscalmente più conveniente di una cessione o di un diverso riassetto.


Retrodonazione e mutuo dissenso


La retrodonazione deve essere distinta dal mutuo dissenso, mediante il quale le parti concordano lo scioglimento della precedente donazione.

La giurisprudenza e la prassi tributaria hanno espresso ricostruzioni non sempre uniformi sugli effetti e sulla tassazione del mutuo dissenso. La Cassazione ha sottolineato, in diverse pronunce, che quando l’accordo produce un nuovo trasferimento di ricchezza può emergere un’autonoma capacità contributiva e, quindi, una nuova imposizione.


Come già osservato da Cass 32217/2025 il mutuo dissenso costituisce un atto di risoluzione convenzionale (o accordo risolutorio), che rientra nell'autonomia negoziale dei privati, i quali sono liberi di regolare gli effetti prodotti da un precedente negozio a prescindere dall'esistenza o sopravvenienza di eventuali fatti impeditivi o modificativi dell'originario regolamento di

interessi.


Con esso si determina, in sostanza, un caso di ritrattazione bilaterale del contratto con la conclusione di un nuovo negozio uguale

e contrario a quello da risolvere, sicché esso integra un contratto del tutto nuovo ed autonomo con il quale le stesse parti estinguono un contratto precedente, liberandosi dal relativo vincolo. L'accordo risolutorio può concernere anche un contratto ad effetto reale, nel qual

caso "si opera un nuovo trasferimento della proprietà al precedente proprietario".


Dello stesso avviso la Cassazione 16681/24 in tema di riqualificazione fiscale.


Quindi scelta tra retrodonazione, mutuo dissenso, cessione onerosa, recesso o trasformazione societaria deve pertanto essere compiuta sulla base degli effetti concretamente perseguiti, non soltanto del nome attribuito all’atto.


Conclusione


La retrodonazione può essere una soluzione efficace quando il figlio o un erede desideri uscire spontaneamente, ed il padre conosca e accetti il rischio imprenditoriale e l’operazione consenta quindi di ristabilire una governance funzionale.


È invece sconsigliabile quando la farmacia

presenti passività non quantificate, il figlio pretenda un vantaggio economico non dichiarato, vi siano legittimari potenzialmente pregiudicati o manchi un progetto per il futuro assetto societario.



La decisione dovrà quindi essere preceduta da una verifica legale, contabile, fiscale e amministrativa.


La vera utilità dell’operazione non consiste nel “cancellare” la precedente donazione, ma nel costruire un nuovo equilibrio societario capace di assicurare la continuità della farmacia senza trasferire inconsapevolmente al padre una crisi già maturata.

Possiamo quindi annoverare tale istituto in un modo di risoluzione delle controversie!



Avv Aldo Lucarelli


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gli articoli del blog non costituiscono consulenza sono casi di scuola ad uso studio di carattere generale e non prescindono dalla necessità di un parere specifico su caso concreto.

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